La tentazione dell’abbandono. Brevissima guida all’abbandonologia

Brevissima guida all’abbandonologia, in varie forme d’arte, partendo da un dato interiore.

Cosa vede esattamente chi guarda una scena di abbandono?

Solo uno stato di trascuratezza più o meno volontaria, aggravato dall’usura del tempo o una parte del proprio animo?

Appartengo alla categoria di chi si abbandona alla tentazione delle proiezioni psicologiche sugli edifici architettonici. Non una fascinazione edonistica, bensì la manifestazione di una sensibilità, della propensione a uno stato di sofferenza interiore.

Aspettando che gli esercizi filosofici mi aiutino a liberarmene e che dunque possa raggiungere la sperata condizione di assenza di turbamento, mi sono dedicata a conoscere lo sguardo di chi fa esercizio di “abbandonologia”.

Una guida imprescindibile è uno scritto, al contempo scientifico e struggentemente poetico, dell’antropologo Vito TetiQuel che resta. L’Italia dei paesi tra abbandoni e ritorni, che, come scrive Claudio Magris, “dimostra la dolorosa e vitale ricchezza dell’ombra”. Un testo amaro, inquieto, melanconico, ma indispensabile.

Una scoperta narrativa folgorante è stata un’opera della giovane Carmen Pellegrino, abbandonologa d’eccellenza. Cade la terra non è solo un romanzo ambientato ad Alento, borgo abbandonato, ma una raccolta di suggestioni psichiche espresse con stile fulgido.

Nella fotografia spicca lo sguardo, eclettico ed esercitato con lunghi studi filosofici, di Silvia Camporesi. Il suo Atlas Italiae è uno spaccato di luoghi abbandonati, riportati a un momento di vita nuova. Tra i pittori contemporanei certamente imperdibile l’opera di Andrea Chiesi, maestro della rappresentazione di spazi industriali abbandonati e non solo, osservati da una prospettiva profondamente meditativa, coltivata attraverso l’attenzione verso il Buddhismo, che l’artista conduce da lungo tempo.

Cosa vede esattamente chi guarda una scena di abbandono? Forse macerie interiori, che sono poi solo un frammento di un vivere collettivo nell’inconscio che comporta conseguenze anche materiali; ma provando a esercitarmi a guardare le cose sotto una lente diversa, davanti all’abbandono vedo l’attesa dell’arrivo di qualcuno che faccia la scelta bella di recupero, un frammento difficile di speranza, il momento prima della rinascita.

 

 

 

IMMAGINE

Neglected beauty, ©Matthias Haker 2013, galleryCiclo dei Lost Places, presente su Saatchi e Deviantart. Tematica dell’autore: il ricordo di una bellezza perduta, l’effimero (teatri abbandonati, saloni per le danze, luoghi di culto, cinema, piscine vuote, fantasmi industriali). Studio sugli spazi abbandonati e riportati a nuova vita Atlas Italiae, ©Silvia Camporesi, 2016; II Edizione

 

ELISA CAZZATO
Colta nell'ispirazione.
Articolo creato 3

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto