Karl Lagerfeld. L’ultimo conservatore

Il politicamente corretto non si placa neanche davanti ad un corpo ancora caldo.

Sarà questo il motivo per cui Karl Lagerfeld ha voluto essere cremato, mescolando le sue ceneri insieme a quelle dell’amante Jacques de Bacher. Si è dissolto così, Kaiser Karl, perché il suo vivere inimitabile sfuggisse ancora al mediocre e al brutto delle definizioni che stanno infiammando i social network. “Talentuoso ma misogino”, dichiara l’attivista femminista Jameela Jamil.

La realtà è che la cultura di Karl Lagerfeld era vastissima e ciò lo ha sempre spinto a lavorare creativamente non per incontrare un gusto del pubblico ma per rispettare il senso innato o la sensibilità per la gerarchia del bello, tendendo verso un assoluto ed un alto idealizzati.

L’arte di per sé ha la ragione intrinseca per essere scorretta, altrimenti sarebbe marketing.

Se negli ultimi anni assistiamo ad una sensibilizzazione nel mondo moda in merito al corpo femminile, ad una attenzione verso l’inclusività che rispetti le differenze, non possiamo equiparare realtà che hanno però finalità artistiche differenti. Il “grasso-fobico”, accusa lanciata a Karl, non tiene conto che il fine di Karl-Chanel non è la donna, ma l’idea di donna che trasfigura nel mito di Chanel. Se il marchio dovesse adeguarsi alle mode perderebbe la sua iconicità, non sarebbe eternamente nero, ad esempio.

Il conservatorismo di Chanel è il valore intangibile del suo permanere oltre il tempo. Trattasi di un marchio che non segue neanche la scontistica nei punti vendita, figuriamoci se mette in saldo la sua identità sul mercato.

Che riposi in pace il politicamente corretto.

L’idealismo greco a cui spesso Karl si ispirava, secondo un certo femminismo andrebbe corretto per non dispiacere il mondo curvy. Ma l’ideale non ragiona sui corpi e sulla forma, concettualizza sulle proporzioni della forma per raggiungere un’armonia, capace di veicolare un’idea.

Siamo su di un piano differente, cosa che gli –ismi di ogni tipo non comprendono.

 

 

 

IMMAGINE

Karl LagerfeldWilson per Lagerfeld, Steven Wilson.

 

 

 

 

EUGENIA TONI
Da Bisanzio alla Comunicazione Strategica.
Articolo creato 9

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