Fuoco amico. Il maestro di Foligno accusato di razzismo, è di sinistra

Rimbalzato su tutti i tg, radio, notiziari, pagine social di quotidiani digitali.

Un linciaggio.

Il maestro di Foligno ha fatto mettere un bambino di colore – delle scuole elementari, badate bene -, contro una finestra, e lo avrebbe poi apostrofato con frasi come guardate come è brutto.

Le parole che avrebbe pronunciato hanno due fonti: da un lato, i bambini della classe che riferiscono a casa. I genitori si indignano, la voce arriva al preside e il caso scoppia. Dall’altro lato, la testimonianza del maestro stesso. Lui sostiene che quello che voleva realizzare non era altro che un esperimento sociale.

Il maestro dichiara che non erano quelle le parole esatte da lui pronunciate e aggiunge: «Si tratta di una sperimentazione didattica che io avevo annunciato ai ragazzi e loro mi avevano detto di voler provare. Era per suscitare la provocazione positiva dei ragazzi. Ho detto possiamo fare una cosa di questo tipo? E loro mi hanno risposto: proviamo. In quel momento in classe si parlava della Shoah, dell’integrazione. Era per suscitare una provocazione».

 

Organi di informazione di primaria rilevanza e a diffusione nazionale, hanno dato addosso a un singolo cittadino che non potrà mai avere i mezzi adeguati per difendere la propria reputazione di fronte a quel tipo di pressione mediatica.  Il maestro ha dichiarato che il suo era un esperimento e ha citato un caso analogo un insegnante di Ravenna -. L’intento razziale è tutto da dimostrare.

La notizia è stata usata per alimentare lo storytelling?

La famosa benzina gettata sul fuoco?

 

A ben guardare, è proprio una parte politica ad alimentare nel nostro Paese, l’odio, il linguaggio aggressivo, l’annullamento dell’altro e delle sue ragioni. Anche perché è solo quella parte a detenere la totalità dei media e dell’informazione.

Sarebbe uno strano caso di “regime”, quello in cui tutto è nelle mani di una fazione e di regime si accusa l’altra.

 

Il maestro di Foligno è laureato in Antropologia, lavora con gli alunni mussulmani, insegna Alternativa all’educazione cattolica agli alunni non cattolici, alle scuole elementari. Utilizza i metodi della scuola di oggi: il ricorso alla “sociologia”, la sperimentazione sui minori, la politicizzazione del ruolo didattico.

 

La scuola con un retro-pensiero:

I bambini piccoli possono dare il loro consenso.

La Shoah e l’integrazione, un unico polpettone.

L’arbitrarietà personale sul metodo.

La costruzione del futuro – il futuro secondo noi -.

Provocare“.

 

Vi ricorda qualcosa?

 

Il maestro di Foligno è di sinistra.

Un rappresentante della Buona Scuola, insomma un maestro della scuola “progressista” – leggi liberista -, caduto sotto il fuoco amico.

 

 

 

IMMAGINE

MAO, Andy Warhol, dalla mostra del giugno 2017, High Museum di Atlanta.

 

RASSEGNA STAMPA

Maestro Foligno, era per l’integrazione, Ansa, 22 febbraio 2019

Caso razzismo scuola Foligno, il maestro spiega a Porta a Porta  Umbria Journal, 22 febbraio 2019

Foligno parla il papà: “maestro razzista”. Il maestro si difende: “solo un esperimento”  Umbria On, 22 febbraio 2019

 

 

 

VITA NOVA
Pensosa dell'andar. Arte, libri e osservazioni sparse.
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