Intorno al cerchio. Laboratori esperienziali al femminile

«In principio era la fiaba», scriveva Paul Valéry.

 

La fiaba è un genere narrativo estremamente potente: riesce a far luce sui problemi interiori dellʼessere umano molto meglio di qualunque altra forma di narrazione.

Infatti «parla a tutti i livelli della personalità umana, comunicando in modo tale da raggiungere la mente ineducata del bambino nonché quella del sofisticato adulto» (1).

Le fiabe sono storie che raccontano dilemmi universali presentando non solo problemi ma anche soluzioni; hanno una trama semplice, espressa attraverso un linguaggio ricco e preciso. I personaggi inoltre sono privi di ambivalenza psicologica e ognuno vi si può riconoscere. Il lettore quindi si identifica con uno dei personaggi e trasferisce nel racconto le proprie ansie, aspirazioni, insicurezze e contraddizioni del suo personale vissuto. Vive con lʼeroe e combatte le stesse battaglie, riuscendo così a esorcizzare le paure e a fortificare il proprio spirito, certo che, come per lʼeroe, anche per lui ci sarà il lieto fine.

Anche per il mito possiamo dire lo stesso: Jung ci insegna che nel repertorio mitologico ritroviamo degli archetipi, ovvero dei modelli comportamentali istintuali propri dellʼinconscio collettivo vale a dire la parte di inconscio non individuale ma universale; questi presentano contenuti e modalità di comportamento che sono più o meno sempre gli stessi, ovunque e in ciascuno (2).

 

È partire da queste considerazioni che nasce lʼidea di elaborare un progetto dove sviluppare e allenare competenze a partire dallʼanalisi di un racconto: «Storie intorno al cerchio: laboratori esperienziali al femminile» è un progetto pilota nato in Trentino e frutto di un profondo (e proficuo) dialogo fra formazione esperienziale e mondo classico.

 

Destinato ad un pubblico femminile, questo percorso formativo ha come obiettivo quello di ri-conoscere e consolidare tre abilità: assertività, leadership, resilienza, vale a dire tre competenze protagoniste della nostra quotidianità. Una scelta di questo tipo è dettata da quello che in psicologia viene definito «approccio sistemico»: si tratta di un criterio che propone una visione complessiva e integrata della realtà; parte quindi da qui la volontà di creare dei laboratori esperienziali in cui affrontare aspetti che coinvolgono diverse realtà della nostra vita, come lʼambiente familiare e quello lavorativo.

 

Raccogliendo intorno ad un cerchio tutte le partecipanti, si racconteranno delle storie appartenenti alla tradizione antica che parlano di donne, del loro modo di essere, di agire, di procedere: sono storie che rivelano i comportamenti dellʼagire quotidiano.

Dopo aver esplorato i contenuti di queste storie si passerà alla pratica, a fare esperienza: perché è solo passando per lʼesperienzialità, la concretezza e lʼimmediatezza che è possibile fare tesoro ed interiorizzare profondamente un insegnamento. È così che le partecipanti impareranno a mettere in atto un comportamento comunicativo-relazionale assertivo; a fare una negoziazione dei bisogni e dei comportamenti nella comunicazione fra sé stesse e gli altri; ad avere maggiore dimestichezza con la leadership interpersonale (coerenza, maturità, risorse a disposizione di sé e degli altri); a sviluppare la capacità di adattarsi e di auto-riparsi dopo un danno.

Le idee vincenti nascono sempre dal dia-logo fra più discipline: far dialogare racconto, tradizione ed esperienzialità ci permette di conoscere e ri-considerare la realtà in maniera completa, integrata e dinamica.

 

Questo progetto è un invito alla scoperta e sperimentazione del sé: è unʼopportunità per ascoltarsi, guardarsi, capirsi. Consolidare o assimilare ex novo competenze fruibili in molteplici situazioni della quotidianità ci consente di vivere in maniera più consapevole le situazioni in cui abitualmente ci imbattiamo. E questo fa sì che nella persona si innesti uno stato di ben-essere generale.

Scoprendo e ascoltando nuove storie, riconoscendosi nei personaggi, calandosi in attività esperienziali ogni partecipante avrà modo di vedersi sotto una nuova luce: porterà a casa uno dei tasselli mancati di quel laborioso e splendido mosaico che è la vita.

 

DOVE E QUANDO

05-14-21 Giugno 2019, Centro Sociale del Pernone, Riva del Garda; info. e prenotazioni: laboratorialfemminile@gmail.com, tel. 340.5303723

 

 

 

 

IMMAGINE

L’Amata, Dante Gabriel Rossetti

 

NOTE

(1) ll mondo incantato: uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe,  Bruno Bettelheim, Feltrinelli, Milano 1975, p.15.

(2) Gli archetipi dellʼinconscio collettivo, K.G.Jung., traduzione italiana a cura di Schanzer E., Vitolo A., Bollati Boringhieri, Torino, 2017 (Ristampa); Il femminile nella fiaba, Von Franz M.L., traduzione a cura di Neri N., Bollati Boringhieri, Torino, 1979.

 

 

 

 

 

 

STEFANIA SANTONI
Un cuore antico per una nuova scrittura del sé.
Articolo creato 8

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