Benedetto da Norcia: la vera identità europea

Quando cadde l’Impero Romano,

fu il monachesimo benedettino a tessere in una trama di monasteri sparsi per l’Europa l’identità avuta in eredità da Roma.

La politica tenuta all’interno e all’esterno dei monasteri era nel sapiente connubio tra economia e cultura, il tutto tessuto da una abilità della gestione dei rapporti diplomatici. Una politica, dunque, incentrata sul rispetto dello spazio sacro da parte dell’ospite.

Il confine del monastero segna impercettibilmente la dimensione della Regola, un ordine civile che riassume da Roma l’ordine e la divisione dello spazio. In più, l’ordine e il delineamento degli spazi è garanzia della stabilità. La vita comunitaria è chiara e precisa nei suoi ritmi, e ciò costa la sopravvivenza del monastero stesso. Ogni prescrizione tiene conto della dimensione del dialogo e delle debolezze umane.

È l’elogio del buon senso che si adatta alla capacità di ricezione del singolo, evitando ogni centralismo di tipo decisionale. Ogni fase del lavoro si snoda seguendo il simbolo e non il profitto. Ogni professionalità potenzia al massimo lo spirito del luogo in cui si inserisce.

L’identità è questo: una visione condivisa che si incarna nello spirito e nell’individualità di ogni territorio o stato, senza soffocare la sua storia ma mantenendo una dimensione di dialogo.

L’uomo è fatto per procedere in verticale, e per questo non bisogna attendere un cambiamento dall’esterno.

La politica è il riflesso statale dell’uomo interiore.

Il cambiamento è interno, fede laica nel futuro, nella progettazione e nella condivisione armonica delle esperienze.

Il credere fortemente nell’evoluzione e nella crescita condivisa di un popolo è di per sé cosa che impedisce ad ogni estremismo religioso di attecchire in Europa. Cultura, senso dello spazio, regole seguite da stabili e ospiti, gestione non centralizzata dell’economia ma rispettosa delle peculiarità e degli strumenti dei singoli, politica intesa come capacità di gestire le relazioni.

Fu Benedetto, Patrono d’Europa, a far fluire Roma e la sua eredità attraverso il Medioevo verso il Rinascimento. “Abbiamo bisogno di uomini come Benedetto da Norcia il quale, in un tempo di dissipazione e di decadenza, si sprofondò nella solitudine più estrema, riuscendo a risalire alla luce e a fondare una comunità” a Montecassino, “la città sul monte che, con tante rovine, mise insieme le forze dalle quali si formò un mondo nuovo. Così Benedetto, come Abramo, diventò padre di molti popoli” ( Joseph Ratzinger, 1° aprile 2005- Subiaco).

 

 

 

IMMAGINE

Sacro Speco, Subiaco.

EUGENIA TONI
Da Bisanzio alla Comunicazione Strategica.
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