La musica del viaggio e della malinconia. E l’album dei Beirut dedicato a Gallipoli

 

 

 

Sei così bella, cosa rimarrà quando sarai sparita?
Dà forma a tutto ciò che sappiamo,

il modo in cui conosciamo, le meraviglie che amiamo.

Oh terra del Sud, nuvole nella baia dissipate dal vento,
conserva per me lo splendore!

(Beirut)

 

 

Zachary Francis Condon è un musicista

e compositore statunitense, dal romantico rapporto con lo spazio architettonico e con il viaggio.

Inizia a scrivere, proprio girando in lungo e largo per l’Europa, appena terminati gli studi di scuola superiore, giovanissimo. I suoi lavori – con la band dei Beirut, che fonda una volta rientrato negli USA – vanno di pari passo con le esplorazioni delle suggestioni sonore locali ed assorbono il mood balcanico.

Nella musica dei Beirut aleggia lo spirito stesso del viaggio, quello autentico. La malinconia per un mondo perduto, dove spazio, tempo e paesaggio entrano come tracce residue che è possibile sentire aleggiare, ma non afferrare. 

A lavorazione già iniziata, nel 2017, i Beirut arrivano in Puglia per registrare i nuovi brani e, dopo essersi imbattuti di notte in una processione sacra nella città di Gallipoli, Condon compone La Città Bella, dedicandole poi l’ intero album, uscito quest’anno.

Cosa pensate abbia colpito questi musicisti?

La movida?

Il turismo di massa in cui il Salento è immerso ed abbrutito?

No.

Piuttosto, “un bellissimo faro, con la luna alta su di esso. C’erano i fuochi d’artificio che esplodevano, una banda in marcia e una processione cattolica che si tesseva per le strade”  – così, i Beirut -.

 

La città Bella, dall’album Gallipoli
VITA NOVA
Pensosa dell'andar. Arte, libri e osservazioni sparse.
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