The Giver. Il mondo del futuro presente

 

Il film è del 2014 ed è tratto dall’omonimo romanzo di Lois Lowry.

Ambientato in un futuro ipotetico, il racconto ha per protagonista il giovane Jonas, membro di una società praticamente perfetta, i cui membri sono suddivisi in gruppi omogenei per tipologia, del tutto privi di sentimenti ed incapaci di provare emozioni di alcun tipo, perché controllati da un farmaco inibitore, somministrato quotidianamente.

Si tratta, dunque, di una società perfettamente razionale, nella quale non esiste odio, ma nemmeno amore. Le persone vivono suddivise in unità familiari composte da quattro elementi, in genere due genitori e due figli, un maschio e una femmina. Ad ogni compleanno viene affidato un compito, fino al compimento dei 18 anni, data nella quale viene affidato ai giovani il lavoro che intraprenderanno per il resto della loro vita.

Il giorno del suo 18° compleanno, Jonas riceve il compito di diventare il prossimo Accoglitore di Memorie, il cui fardello è custodire le memorie di tutta l’umanità sin dall’inizio dei tempi per fornire consiglio agli Anziani, governatori, qualora ce ne fosse bisogno. Per imparare a svolgere questa mansione inizia ad essere addestrato dal vecchio Accoglitore di Memorie, che da allora viene chiamato da tutti Donatore, da cui il titolo del romanzo.

Durante il suo addestramento, Jonas inizia a percepire i ricordi del Donatore e si rende man mano conto che la realtà nella quale è immerso è una realtà artificiale, che le persone sono automizzate e considerate esclusivamente per la loro utilità al sistema. Smette pertanto di prendere la dose quotidiana del farmaco inibitore ed inizia a vedere la realtà con occhi diversi, rivede anche i colori, e a provare sensazioni sconosciute: scopre i sentimenti e intuisce la verità, che è anche la verità dell’essere umano.

La conferma di questa nuova percezione, Jonas l’avrà nel momento in cui si renderà conto che quella che viene definita dai suoi genitori come la procedura di congedo, in procinto di essere applicata al suo neonato fratello (non è chiaro se il bambino sia concepito in modo naturale oppure se la procreazione avvenga in modo artificiale), altro non è che una procedura eutanasica. Infatti, i bambini ritenuti non adatti alle unità familiari venivano ‘congedati’, termine tecnico con il quale si definisce l’uccisione dell’infante considerato inadatto.

Si tratta della tecnicizzazione della morte attraverso una prassi di routine consentita dall’anestesia dei sentimenti.

Resosi conto dell’abominio, Jonas, aiutato da quella che nel frattempo è divenuta la sua ragazza, Fiona, a cui ha impedito di prendere il farmaco, e dalla sorellina più piccola, che da subito scorge in lui la verità, riesce a fuggire e a portare, attraverso una serie di peripezie, il piccolo e a rifugiarsi fuori delle alte mura della città, oltreppassado il confine della memoria.

Nella sua fuga viene osteggiato dalla fondatrice della comunità e anche dai suoi genitori, ferrei servitori del sistema totalitario. Oltrepassato quel confine, però, l’umanità recupera la sua memoria e la sua identità relazionale e il mondo artificiale si sgretola nel suo fallimento.

La trama di questo film è estremamente attuale; pur trattandosi di un romanzo di genere distopico, si ravvede la descrizione della realtà che ci circonda.

La procedura abortista, eutanasica, la semplice teorizzazione dell’aborto post natale e i deliri sulla necessità di mangiare carne umana e soprattutto di bambini, rendono evidente che le più temute derive totalitaristiche evidenziate in romanzi e poi film, si sono verificate nella realtà di tutti noi.

L’uomo, privato della sua identità attraverso la cancellazione della sua memoria, è privato di se stesso, della sua umanità e ridotto ad automa considerato esclusivamente in base all’utilità che riesce ad apportare al sistema di cui è parte.

La vita dell’uomo ha valore solo se funzionale al sistema e non è basata, dunque, su elementi relazionali. L’annullamento del sentimento svuota l’uomo della sua anima, rendendolo un mero manichino animato, una specie di intelligenza artificiale incapace di trasmettere quel prezioso bagaglio identitario che va ben oltre le mere informazioni, ma che costituisce, invece, l’ossatura della società e della civiltà.

 

 

 

LETTURE

The giver-Il donatore, Lois Lowry ed. Mondadori

 

IMMAGINE

The GIver, Phillip Noyce 2014

 

ROBERTA FIDANZIA
Studio, leggo, scrivo.
Articolo creato 10

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