Il padrone del mondo

Scritto nel 1907, Il Padrone del Mondo,

di Robert Benson, racconta l’ascesa del grande filantropo Giuliano Felsemburgh, personaggio democratico e rassicurante, sostenitore della pace mondiale.

Il nome Giuliano scelto dall’Autore è un riferimento non casuale a Giuliano l’Apostata, che si rivelerà quasi sul finale.

Il protagonista del romanzo distopico realizza il suo mondo ideale con l’avvento di un nuovo umanitarismo che stempera le differenze fra le religioni e predica la tolleranza universale.

In questo mondo, viene accettata ogni istituzione e ogni idea, fuorché la Chiesa Cattolica, che, proprio in nome della tolleranza, viene quasi completamente eliminata, al punto che nel romanzo si leggerà della ratifica di un atto che preveda eliminazione fisica tramite eutanasia di chiunque dichiari di professare la religione cattolica.

In questa realtà, futura per l’Autore, le comunicazioni avvengono in modo istantaneo in tutto il mondo, una rete di trasporti aerei e sotterranei permette i collegamenti tra ogni parte del mondo, la luce solare artificiale consente di organizzare unità abitative anche a grandi profondità nel sottosuolo.

A livello politico in Europa esiste un parlamento europeo e tre sono le grandi aree geografiche protagoniste degli eventi: come in Huxley, America, Europa e Paesi asiatici nel loro insieme; la Russia, invece, è crollata, ma il marxismo ha prevalso con il radicamento del materialismo e del conseguente relativismo culturale.

La vita quotidiana della gente è scossa da attentati kamikaze.

A livello religioso, la Chiesa cattolica al suo interno viene deformata dall’apostasia di preti e vescovi, i veri cattolici sono perseguitati, non solo e non tanto nel senso di una pubblica persecuzione, ma attraverso lo strumento della propaganda del relativismo e della sua religione umanitaria, che intende mettere in atto un sincretismo religioso con il quale di fatto negare la divinità e mettere al centro esclusivamente l’uomo e il mondo, in una sorta di panteismo di ritorno.

Il Papa è solo.

Il Padrone del Mondo

Il Sig. Templeton, saggia e anziana voce narrante, all’inizio del romanzo illustra a padre Franklin e padre Francis come si sia giunti alla società che li contorna, ripercorrendo, con occhio critico, le vicende le storico-politiche del tempo trascorso.

<< All’inizio del secolo, […] grazie alla teoria kenotica, la divinità stessa del nostro signore Gesù Cristo era diventata vuota parola […] I sacerdoti abbandonavano in massa il loro stato, vinti e trascinati dalla corrente culturale dominante Fatto curioso è che, se si leggono i documenti del tempo, questi ministri di Dio venivano considerati pensatori indipendenti, mentre la realtà dei fatti testimonia come fossero schiavi della mentalità comune.

La chiesa faceva, in fondo, alcuni progressi, data la situazione in cui si trovava, situazione certamente peggiore di quella di dieci o venti anni prima. Il mio linguaggio potrà apparire rude, ma lo dico ugualmente: in quel tempo, cominciò la separazione tra le pecore e i caproni, e questo fu un progresso, a mio parere.

Gli uomini religiosi erano tutti cattolici e personalisti; gli atei, invece, rifiutavano il soprannaturale e si convertirono tutti al materialismo e al comunismo. […] Ci sono, in fondo, tre tipi di religione: il cattolicesimo, l’umanitarismo e le religioni orientali.

Per quanto riguarda queste ultime, non sono in grado di dare un giudizio preciso; penso, comunque, che, tra di esse, prevarrà il sofismo. Però, potrebbe anche essere diversa la conclusione; c’è infatti l’esoterismo, che cammina alacremente (e, in fondo, l’esoterismo è una forma di panteismo).

Se poi si ammette la possibilità che la stirpe dei cinesi e quella dei giapponesi si fondano in una sola razza, tutti i calcoli saltano e non sappiamo prevedere quale sarà l’esito. Ma è certo che, in Europa e in America, la lotta aperta è quella tra il cattolicesimo e l’umanitarismo: ogni altra tendenza è priva di ogni effettiva rilevanza.

Se proprio volete sapere come la penso, vi dirò che, secondo me, il cattolicesimo sta decadendo con una rapidità spaventosa. II protestantesimo è indubbiamente morto, tutti hanno dovuto riconoscere che una vera vita religiosa esige una unica autorità assoluta e che il giudizio soggettivo in materia di fede è solo fonte di disgregazione.

Nello stesso tempo, la Chiesa Cattolica, unica istituzione con un’autorità soprannaturale, deve operare per raccogliere in unità tutti quei cristiani che ancora credono al soprannaturale (sapete anche voi che i pochi fideisti esistenti in America non hanno ormai più alcun credito).

Tutto questo è vero. Occorre però tenere presente che l’umanitarismo è anch’esso una religione o, meglio, lo sta diventando. Una religione priva del soprannaturale, è un’altra forma di panteismo. Subisce l’influenza della massoneria e, passo passo, si sta formando un proprio rituale e un proprio credo: l’uomo è Dio, eccetera, eccetera. Anche alte ispirazioni religiose trovano il proprio sbocco nell’umanitarismo (che si nutre di ideali, pur non chiedendo nulla che sia al di sopra delle capacità dello spirito umano).

Ci hanno tolto chiese e cattedrali e stanno iniziando a promuovere le religioni del cuore. L’umanitarismo può permettersi di spiegare in piena piazza i propri simboli, mentre a noi impedisce di farlo. Sarà l’umanitarismo, penso, la religione ufficiale: forse dovremo aspettare ancora soltanto qualche anno>>.

 

Forse.

 

 

 

IMMAGINE

Hunger Games, Gary Ross, 2012. Dall’omonimo romanzo di fantascienza di Suzanne Collins.

 

ROBERTA FIDANZIA
Studio, leggo, scrivo.
Articolo creato 13

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