La meraviglia a scuola

E se poteste mantenere la meraviglia del vostro cuore dinanzi ai miracoli quotidiani della vita,

il vostro dolore non sembrerà meno meraviglioso della vostra gioia.
Khalil Gibran

 

Così descrive la meraviglia il grande poeta libanese.

Conservare la capacità di stupirsi come bambini è una chiave importate per vivere una vita piena.

Lo sosteneva anche Albert Einstein:Chi non è più in grado di provare né stupore né sorpresa è per così dire morto; i suoi occhi sono spenti”.

Il centuplo quaggiù

Stupore e meraviglia hanno molto a che fare con il senso religioso.

Ma, scrive il grande paleontologo Fiorenzo Facchini, “il senso religioso può ispirare manifestazioni o fenomeni di carattere religioso in senso lato, ma non è necessariamente legato a una religione intesa come istituzione, con dottrine, riti e regole. Questa si costruisce sul senso religioso e si può riconoscere solo con la protostoria e la storia. Per quanto si riferisce alle origini l’Homo religiosus affonda le sue radici nella esperienza simbolica che incomincia con l’essere umano. Homo religiosus perché Homo symbolicus, quali che possano essere le sue espressioni. La percezione di qualcosa che sovrasta l’esperienza umana, anche a partire da manifestazioni o eventi della natura (dal disco solare alla volta celeste, a un tramonto infuocato, a quelle che Mircea Eliade ha chiamato ierofanie) ha preceduto le manifestazioni del divino (teofanie) rivendicate dalle grandi religioni negli ultimi millenni. Il paleoantropologo Yves Coppens è d’accordo nel ritenere che «l’Uomo da quando è Uomo sia religioso», perché con la sua capacità di riflessione percepisce l’infinito, l’immortale, l’eterno e quindi il sacro e il simbolo che lo rappresenta”.

Ho ripensato a questi concetti quando sono andato alla scuola dove vanno i miei nipoti (Istituto Madre Cabrini di Milano) per assistere a quella che immaginavo essere la solita recita natalizia. E ho provato un commosso stupore nel seguire il percorso che le maestre dell’asilo avevano preparato insieme ai piccoli e a diversi genitori. Venivamo fatti entrare a gruppi nelle diverse aule.

In ciascuna di esse era stato allestito un diorama vivente che riproduceva i mestieri che si facevano al tempo della nascita di Gesù.

Vestiti con gli abiti del tempo accuratamente ricostruiti, i bimbi facevano i falegnami, i pastai, i vasai, i tessitori, i pastori, impegnatissimi nel recitare per noi nel rendere il loro quadro il più possibile vicino alla realtà di allora.

Lo stupore mi era destato dal vedere come i piccoli erano stato impegnati nel curare nei dettagli una rappresentazione simbolica, che culminava del tutto naturalmente nella scena dei pastori e dei Magi intorno alla capanna.

I veri panda da salvare

Insegnati e genitori avevamo collaborato a cucire abiti, costruire attrezzi, preparare scenari, e i bimbi avevano fatto giorni e giorni di prove.

Altrettante prove erano state fatte per allestire una sorta di Oratorio di Natale con un grande coro composto da allievi di tutte le classi dalle elementari al ginnasio, che hanno interpretato canti gregoriani, gospel, melodie della tradizione natalizia, tutto con precisa intonazione e senza una sbavatura.

Come non rimanere commossi e stupiti nel vedere un approccio educativo così coinvolgente e rispettoso del bello, del giusto e del vero, e capace di recuperare le tradizioni riscoprendone la meraviglia dei simboli?

È stato un gran dono, capace di ripagare dalla tristezza nel constatare la distrazione che ha portato a vedere nel Natale solo una occasione consumistica, e il diffuso accanimento nel considerare oscurantista una preziosa comunità educante come quella descritta.

 

 

 

MMAGINE

Libera, famoso coro maschile britannico, diretto dal compositore Robert Prizeman.

ALBERTO CONTRI
Da cinquant’anni in comunicazione, sono stato ai vertici di multinazionali della pubblicità e di istituzioni del settore: presidente dell’Associazione Italiana Agenzie di Pubblicità, della Federazione Italiana della Comunicazione, unico italiano mai cooptato nel Board della European Association of Advertising Agencies. Sono stato consigliere della RAI, A.D. di Rainet, presidente e D.G. della Lombardia Film Commission. Presiedo dal 1999 a titolo gratuito la Fondazione Pubblicità Progresso, che ho trasformato in un Centro Permanente di Formazione alla Comunicazione Sociale, con un Network (Athena) di oltre 100 docenti di 85 Facoltà e Master. Insegno Comunicazione Sociale presso la IULM di Milano. Libri: A. Contri, “McLuhan non abita più qui? La comunicazione nell’era della costante attenzione parziale.” (Bollati Boringhieri - 2017) A. Contri, “Comunicazione sociale e media digitali” (Carocci -2018).
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