Metamorfosi dei Marlene Kuntz

 

 

Ai Marlene Kuntz rimproverano la trasformazione

da indie rock ad una forma di identità mista e non univocamente definibile.

 

Nel quarto libro delle Metamorfosi, Ovidio canta Clizia.

Innamorata di Apollo e rifiutata dal dio, la ninfa si consuma fino alla trasformazione.

Diventa pianta, la trattengono le radici, ma non ha sollievo: al suo Sol sempre si volge, anche trasformata conserva amore.  

Ancorata alla terra, Clizia è condannata – o onorata – , a desiderare qualcosa che non può raggiungere.

Clizia ha qualcosa verso cui lo spirito tende, è sempre nell’insoddisfazione.

Anche Apollo, da parte sua, si sa trasformare.

Dolce, come essenza che su di sé riflette – o attraverso di sé trasporta -, ma anche terribile, vendicativo, guerriero che uccide con le frecce della peste.

 

In Nella tua Luce, bellissimo brano d’apertura dell’omonimo album dei Marlene Kuntz, ritroviamo Clizia.

Cristiano Godano – autore dei testi di tutta la produzione dei Marlene -, la ri-trasforma  in donna. Clizia diventa Beatrice. Come Clizia si rivolge ad Apollo, così Godano si rivolge a Clizia.

La trasfigura in sole femminile, in grado di illuminare con le sue virtù.  Clizia diviene Apollo, il sole ora si trasforma in protettore.

 

La scrittura di Godano non è esclusivamente intellettuale. Nei Marlene Kuntz la mediazione è il secondo movimento, non il primo. Anche se molto curata, con richiami letterari – come avviene, ad esempio, nella splendida Osja amore mio -, la scrittura parte da una spontaneità non filtrata. Una intuizione iniziale – autentica – che si trasforma.

 

Clizia era già condannata a desiderare Apollo prima di trasformarsi in pianta – mutataque servat, mutata conserva -.

In realtà, Apollo non è mobile, non si trasforma dalla dolcezza alla guerra. Apollo è divinità fissa che tutti questi opposti e caratteristiche contiene in sé, potendo esplorare ora questo ora quel flusso del suo stesso essere.

 

Nel frutto di un lavoro artistico, la trasformazione è navigazione nel proprio mare degli opposti, e, naturalmente, esplorazione delle possibilità e degli stili.

Nei Marlene di Lunga Attesa e di Nella tua luce, ritroviamo la cura, l’attenzione, le sonorità energiche e caotiche di Il Vile e Catartica. Così come nei primi lavori dei Marlene, erano già presenti il talento innato per la scrittura, la precisione della parola, l’aumento dell’immagine, l’amore per la melodia.

 

A non trasformarsi, cioè a essere mobili, semmai sono i consumatori, che aderiscono a una moda, ricercano contenitori e non contenuto, generi e non opere. Si aspettano di ritrovarli immutati, cioè univoci.

Possono contenere una sola cosa alla volta.

 

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IMMAGINE

Maxima Proposito (Ovidio), Joseph Kosuth, Vistamare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VITA NOVA
Pensosa dell'andar. Arte, libri e osservazioni sparse.
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